Home Page
Biografia
Specializzazioni
Corsi Professionali
Inchieste
Casi Clinici
Rassegna Stampa
Convegni - Conferenze
Parliamone insieme!
Pubblicazioni
Libri e PowerPoint
Vertici
Aggiornamenti E.C.M.
Attività di Volontariato
Att. Prof.le e Volontariato
Lo Studio
I Siti Amici
Privacy


Puoi trovare la Dott.sa Ceccherini anche su:

Facebook

Blogger

Youtube

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

Specializzazioni - Ipnositerapia
Ti trovi in: Specializzazioni > Ipnositerapia

Indice degli argomenti:
Ipnosi: brevi cenni
Ma, che cos'è l'ipnosi?
La suggestione
Interpretazioni fisiologiche
Quali sono i risultati dell'ipnosi?

Ipnosi: brevi cenni
Già nel 1780, D'Elson aveva detto con molto buon senso: "Se la medicina basata sull'immaginazione è la migliore perché non adottarla?".
Nel 1883, con la pubblicazione dell'opuscolo Etude su le zoomagnétisme (107), Liébeault ammetterà che l'azione ipnotica può essere dovuta sia a un influsso psicologico che all'"azione nervosa diretta da uomo a uomo". (26)
La scuola della Salpetrière, con Charcot, considerava la ipnosi uno stato patologico, una nevrosi isterica artificiale (27)
Invece, la scuola di Nancy, rappresentata principalmente da Bernheim, la riteneva un fenomeno psicologico naturale.
Agli inizi difesero la scuola della Salpetrière studiosi come Janet e Freud. Quest'ultimo lo turba il fatto che si ammetta che la suggestione può produrre tutti i fenomeni ipnotici. (30)
In seguito Ferenczi tentò di conciliare le posizioni delle due scuole mettendo in evidenza la fondatezza di entrambe le teorie: "Tanto i sintomi dell'isterismo quanto i fenomeni ipnotici sono legati alle emozioni provate dal soggetto, nei confronti di una (o più persone) che ha significato qualcosa per lui nel passato nel primo caso, dell'pnotizzatore nel secondo".
La vittoria della scuola di Nancy trovò riconoscimento all'estero. Anche la scuola pavloniana ammetteva l'importanza della suggestione e del "rapporto" interpersonale, ma non li studiò a fondo. Si accontentò di esprimere la suggestione in termini fisiologici. (30)
Charcot (1878-1882) convinse le accademie della realtà dei fenomeni ipnotici e che questi divennero oggetto di ricerche. Questo rispetto per l'ipnosi però non sopravvisse alla sua morte. In Francia, infatti, si smise di studiarla. All'estero il declino fu meno drastico. Si ebbe un risveglio di interesse dopo la prima guerra mondiale, anche se la medicina è rimasta sempre molto reticente.
Tra i numerosi rapporti delle società scientifiche di cui è disseminata la storia dell'ipnosi, quello della Britisch Medical Association, del 1955, riabilita ufficialmente l'ipnosi in Gran Bretagna. (141-31)
Nel 1958, l'American Medical Association inserì l'ipnosi nella terapia medica precisandone le condizioni d'impiego. (142-31)
Nel rapporto dell'American Psychiatric Association si legge: "L'ipnosi è un metodo psichiatrico specializzato e in quanto tale costituisce un aspetto dei rapporti medico-malato. Nella pratica psichiatrica l'ipnosi offre un ausilio utilizzabile nella ricerca, in diagnostica o in terapia. Può essere utile anche in altri settori della pratica e della ricerca medica". (142 a-31)
Purtroppo, in 130 anni i progressi nel campo dell'ipnosi sono stati lentissimi, se paragonati, ad es.con quelli della fisica o dell'astronautica, ecc.
Da: Dr. Léon Chertok, l'Ipnosi - teoria - pratica - tecnica, Ed. Mediterranee



Ma, che cos'è l'ipnosi?
Alcuni autori fanno una distinzione, cioè considerano l'ipnosi uno stato e l'ipnotismo l'insieme delle tecniche che permettono di produrre questo stato.
Nel 1893, Braid fu il primo ad introdurre la parola ipnotismo, definendolo come "uno stato particolare del sistema nervoso, determinato da manovre artificiali". Fu però lo stesso Bread che nel 1947 ripudiò la parola ipnotismo per sostituirla col termine di monoideismo, per designare la condizione dell'intelletto dominato da una sola idea".

Franco Granone, intende per ipnotismo, "la possibilità di indurre in un soggetto un particolare stato psicofisico che permette di influire sulle condizioni psichiche, somatiche e viscerali del soggetto stesso, per mezzo del rapporto creatosi fra questi e l'ipnotizzatore". 1961. Il termine ipnosi è posteriore di una trentina d'anni a quello di ipnotismo. L'ipnosi, dunque, è un modo di essere dell'organismo e l'ipnotismo quella tecnica che permette di attuare tale condizione. L'ipnosi, continua l'autore, può essere anche autoindotta mediante spontanei monoideismi suggestivi e altre tecniche. Una delle condizioni che si attuano nell'esercizio dell'ipnotismo è quella del "sonno ipnotico", durante il quale si ha la possibilità di agire sulla psiche. Il sonno ipnotico deve essere distinto dal sonno fisiologico. Nel sonno fisiologico una persona reagirà soltanto a stimoli intensi, o particolari per lei (es. un neonato che piange sveglia subito una madre, ecc.), mentre un soggetto ipnotizzato può reagire a stimoli disparati, anche se deboli. L'elettroencefalogramma in ipnosi ha delle caratteristiche che lo distinguono da quello del sonno fisiologico.
Si adopera il termine di "ipnositerapia" per ogni "cura" eseguita mediante tecniche ipnotiche, con o senza il sonno. (Franco Granone, Trattato di ipnosi, 1° vol. pag. 3).

Successivamente Bernheim giudicò l'ipnotismo come un "grado di suggestionabilità esaltata", intendendo con ciò, "l'attitudine a essere influenzati da un'idea e a realizzarla". Charcot la definì come "una nevrosi sperimentale".

Gianpiero Mosconi, nel suo libro "Questa è l'ipnosi, Storia, tecniche e successi di una terapia tutta da scoprire", afferma che l'Ipnosi è "…uno stato di coscienza modificato", cioè come uno dei momenti diversi in cui si trova la nostra coscienza e contemporaneamente come una situazione particolare di comunicazione.

Il famoso fisiologo sovietico Pavlov riteneva per certo che l'ipnosi fosse una forma di sonno e che l'ipnosi animale fosse la stessa cosa dell'ipnosi umana. Pavlov forniva questa spiegazione: "L'inibizione della corteccia cerebrale non è completa, ma parziale, a zone. Esisterebbero così certi 'punti di sentinella' che rimarrebbero in stato di eccitazione: in questo modo l'ipnotizzatore è in grado di rimanere in contatto con il soggetto e di comunicare con lui". L'autore prosegue"…. Il soggetto può essere quasi del tutto inconsapevole di ciò che avviene attorno a lui; tuttavia è acutamente consapevole di una gamma ristretta di stimoli sui quali l'ipnotizzatore richiama la sua attenzione, e delle idee che gli vengono suggerite". (Ipnosi medica, Hamilton B. Gibson, Ed. red, p.20,22)

Ernest Hilgard, "L'ipnosi è uno stato di consapevolezza alterata, in cui possono aver parte anche meccanismi fisiologici". Secondo l'autore, la suscettibilità all'ipnosi è una caratteristica della personalità estremamente stabile. Si tratta dunque, della capacità di un individuo a ricevere delle idee.



La suggestione
Scrive Pitres della scuola di Nancy: "Se la medicazione suggestiva non fa del bene, essa non può fare del male; in tutti i malati, anche organici, vi sono dei disturbi funzionali che possono essere rimossi assai bene con l'ipnosi".

- E. Coué (1857-1926) ribadisce tre punti fondamentali per quanto concerne l'ipnosi e le suggestioni ipnotiche:
La suggestione non agisce sulla volontà, ma sull'immaginazione, che è l'elemento dominante del sub-conscio, il quale, a sua volta, influisce su tutte le funzioni del nostro organismo. La volontà rimane nell'ombra, a meno ché non si ponga al servizio dell'immaginazione.

In merito a queste affermazione Coué ci da le seguenti leggi:
- quando la volontà e l'immaginazione sono in conflitto, vince sempre l'immaginazione, senza alcuna eccezione; - quando la volontà e l'immaginazione si trovano d'accordo, l'una non si aggiunge all'altra, ma si moltiplica con l'altra; - L'immaginazione può essere educata. - Per Couè l'inconscio corrisponde all'immaginazione. L'ipnotismo, dunque, deve definirsi "influenza dell'immaginazione sull'essere morale e sull'essere fisico dell'uomo". L'ipnosi non si fonda sulla volontà dell'ipnotizzatore, quanto sul "rilasciamento" dell'ipnotizzato e sul modo con cui egli elabora le suggestioni ricevute.
- La suggestione agisce solo in quanto può produrre autosuggestione, la quale per essere operante deve agire allo stato cosciente. - Per Coué il soggetto ha coscienza di comandare al suo inconscio. Ovvero, la suggestione indotta dall'operatore al soggetto deve venire continuata per proprio conto da questi; sempre, s'intende, che sia in grado di farlo.
- Di fatto si devono scartare due categorie di persone: i deficienti, e quelli che non vogliono capire.
- Agendo sull'immaginazione si possono guarire organi ammalati mediante un'autosuggestione ripetuta, fondata su idee di benessere. Oggi infatti si parla di psicoimmunologia facilitata dallo stato ipnotico.
- E' sempre Couè che afferma. Il paziente deve dire: "Ogni giorno, sotto tutti gli aspetti, io vado di bene in meglio". Recitando le stesse parole con profonda convinzione al mattino e alla sera, per venti volte, l'inconscio riceverebbe il comando e lo distribuirebbe là dove occorre, senza che la coscienza avverta nulla.
(Franco Granone, Trattato di Ipnosi, 1° cap., pag. 16)



Interpretazioni Fisiologiche
Questo indirizzo, afferma F. Granone, può considerarsi iniziato con l'avvento di Pavlov e delle sue teorie sui riflessi condizionati. Nel 1927 con le lezioni sull'attività degli emisferi cerebrali e nel 1932 con la fisiologia dello stato ipnotico del cane, Pavlov da la sua interpretazione fisiologica dell'ipnosi.

- Pavlov da un'interpretazione fisiologica dell'ipnosi. "la parola sarebbe lo stimolo di riflessi condizionati fisiologici. La suggestione sarebbe un tipico riflesso condizionato e non c'è alcuna funzione che non possa essere facilitata, inibita o cambiate mediante mezzi verbali. L'ipnosi sorgerebbe per un fenomeno di diffusione di una inibizione interna, partente da una determinata zona cerebrale particolarmente stimolata da un agente suscitatore di riflessi condizionati.
- Das ha interpretato l'ipnosi come uno stato di inibizione corticale parziale, condizionata.
- Bennet, Sidi, Hart, Eysenck, sempre seguendo la teoria neurofisiologica dell'ipnosi, pensano che questa possa essere causata da cambiamenti fisico-chimici cerebrali.

Gianpiero Mosconi definisce l'ipnosi come uno stato di coscienza modificata, cioè come uno dei momenti diversi in cui si trova la nostra coscienza. Es. esiste uno stato di veglia ordinaria, quello che sto pensando in questo momento. Esiste anche lo stato del sonno, nel quale la coscienza è staccata dalla realtà esterna, e quello del sogno nel quale vi sono produzioni di immagini e di azioni e ognuno di questi stati ha nel cervello dei centri specializzati che li provocano.
L'ipnosi non è sonno ma, in qualche modo, siamo in uno stato simile al sonno (siamo abbandonati, rilassati, ecc.). Al termine della seduta, in genere, la persona che è stata ipnotizzata, riferisce di aver seguito ciò che il terapeuta le diceva a tratti discontinui, come se fosse addormentata.



Quali sono i risultati dell'ipnosi?
Aiutare l'individuo ad utilizzare al meglio le proprie risorse interiori attraverso la ristrutturazione e il rinforzo dell'IO. Il paziente trova dentro di sé il desiderio e la forza di usare le sue potenzialità, i suoi talenti, dai quali alcune circostanze della sua esistenza lo avevano tenuto lontano, impedendogli di usarli.
Paracelo, medico e filosofo, più di cinquecento anni fa disse che "come un uomo immagina di essere, così sarà poiché egli è ciò che immagina di essere".
G. Mosconi, Questa è l'ipnosi, Storia, tecniche e successi di una terapia tutta da scoprire, Ed. Mef, pag. 91-93.

Che cosa meglio della dimostrazione pratica può darci un'idea di che cosa sia l'ipnosi. I casi clinici che seguono, tre per l'esattezza, hanno avuto una risoluzione rapida come solo l'ipnosi può dare, anche se questo non è stato l'unico strumento terapeutico adottato dal terapeuta.
Senza dilungarci oltre, entriamo nello specifico della tecnica e del suo valore terapeutico.



Dott.sa Francesca Ceccherini