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Specializzazioni - Psicoterapie Brevi
Ti trovi in: Specializzazioni > Psicoterapie Brevi

"Sono convinto che lo studio dell'anima sarà la scienza del futuro"

(C. G. Jung)


"Queste parole di Jung appaiono straordinariamente profetiche poiché mai come oggi i pericoli che accompagnano un certo uso della moderna tecnologia dimostrano che l'uomo deve necessariamente e rapidamente ritrovare se stesso e la sua globalità se non vuole autodistruggersi."

(M. Malugani)

Indice degli argomenti:
Che cos'è una psicoterapia breve?
Quali sono le sue caratteristiche?
Quali sono le persona (Pazienti) più idonee ad affrontare una psicoterapia breve?
Quali sono le cause di disagio sociale?
Qual'è, dunque, il compito della psicoterapia breve?
Quali sono i precursori delle psicoterapie brevi?
Quali sono o dovrebbero essere le caratteristiche di uno psicoterapeuta che applica lo "strumento terapeutico della psicoterapia breve"?
Che cosa significa trovare un "adattamento alla vita"?
Qual'è la vera originalità di una psicoterapia breve?
Quali sono i fattori costitutivi di una terapia breve e come individuarli tra tanti?


Che cos'è una psicoterapia breve?
E' un percorso psicoterapeutico ben delimitato in un tempo breve.


Quali sono le sue caratteristiche?
La caratteristica delle psicoterapie brevi - dice M. Malugani - non è costituita soltanto dalla limitazione temporale ma soprattutto dalle indicazioni cliniche. E' impensabile trattare con psicoterapia breve gravi disturbi della personalità o devastanti turbe psicotiche.


Quali sono le persone (Pazienti) più idonee ad affrontare una psicoterapia breve?
Le "Psicoterapie brevi", trovano il loro campo di scelta nelle situazioni esistenziali transitorie che determinano uno stato di disagio sociale e di sofferenza fino ad arrivare a stati depressivi, sindromi di attacchi di panico, ecc.


Quali sono le cause di disagio sociale?
Infinite cause possono turbare l'animo umano, creando una sorta di cortocircuito psichico dell'individuo. Lo psicopatologo, A. Fernandez Zoila, ha definito questo stato "rottura della linea di vita". Con questa definizione designa i turbamenti dai quali trae origine una patologia meno tipizzata (cosiddetta minore), ricca di pesanti conseguenze e diversa dai quadri classici della psichiatria.
La "rottura della linea di vita", afferma l'autore, altera la quotidianità dell'uomo in modo più o meno grave a seconda dello spessore dell'avvenimento e soprattutto del modo di vivere la citata esperienza.
Questi che noi chiamiamo "incidenti di percorso" - dice ancora l'autore - sono tipici della condizione umana che, sotto la pressione dell'evento traumatizzante, straripa dal suo corso abituale, incontrando disagi e difficoltà di adattamento.


Qual è, dunque, il compito della psicoterapia breve?
Il compito di questo percorso terapeutico è quello di riportare nell'alveo originario il corso esistenziale, di aiutare l'individuo a ritrovare un equilibrio momentaneamente interrotto, adoperando tecniche terapeutiche diverse ma centralizzate sulla rottura della linea della vita e limitate nel tempo.
Quello che importa - dice G. Campailla - è saper maneggiare le varie tecniche e scegliere la via più adatta al singolo caso. Vale a dire che non sarà il paziente ad adattarsi alla tecnica, bensì la tecnica al paziente. Le tecniche, di volta in volta usate dal terapeuta, saranno le più adatte ad affrontare le naturali resistenze del paziente.


Quali sono i precursori delle psicoterapie brevi?
I primi prestigiosi studiosi che hanno scientificamente affrontato il problema dell'accorciamento del tempo terapeutico - ci dice M. Malugani - sono Sandor Ferenti, Otto Rank, Franz Alexander, Michael Balint e tra i contemporanei Bellak. Small, Malan, Sifneos, Mann, Gilliéron, ecc. Questi studiosi hanno dimostrato, sia pure con accenti diversi e con differenti prospettive, che la psicoterapia breve non solo ha diritto di cittadinanza nel contesto delle psicoterapie ma addirittura si impone sempre di più, specie ai fini della prevenzione delle malattie psichiche oggi a crescente diffusione.
Ci dice ancora l'autrice, che l'esigenza di trovare una "scorciatoia" al lungo percorso della psicoanalisi, ci viene anzitutto proposta dai nostri stessi pazienti i quali, salvo rare eccezioni, rifiutano l'idea di un rapporto misurabile in anni e con intense frequenze settimanali. Questa richiesta è motivata per una duplice ragione, sia per motivi economici, sia per motivi di tempo da dedicare alla psicoterapia.
Se poi riflettiamo sulla frequente richiesta di aiuto psicologico che oggi ci viene rivolta da più parti, appare evidente che restare pervicacemente ancorati ad una lunga terapia risulta un assurdo logico ed una impossibile pratica.
Volendo essere realisti ed obiettivi, non si vede quante persone potrebbero sobbarcarsi l'onere di 3-4 sedute settimanali per alcuni anni di trattamento e ciò nella migliore delle ipotesi!


Quali sono o dovrebbero essere le caratteristiche di uno psicoterapeuta che applica lo "strumento terapeutico della terapia breve?
E' importante rilevare che la scelta di campo cosiddetto "breve" induce il terapeuta ad essere forse più preparato di chi opera con metodi che si svolgono in tempi lunghi. E questo per varie ragioni:

- Deve effettuare una rapida e corretta diagnosi
- Deve avere una viva capacità intuitiva
- Una sicura conoscenza della psicodinamica
- Una vasta padronanza delle tecniche d'intervento
- Il possesso di peculiari doti di comprensione
- Disponibilità, accettazione.

Più nello specifico "…. Ogni intervento è rivolto ad un migliore adattamento dell'individuo sia alla realtà esterna che interna ad esso. I Pz. Che si avvicinano ad un intervento psicoterapeutico presentano situazioni di disagio di adattamento o condizioni esistenziali in genere (familiari, sociali, lavorative, ecc.). Si parla di "disturbi esogeni" e "endogeni" (intrapsichici). La loro richiesta è di riconquistare l'equilibrio incrinato o perduto. In una parola trovare un migliore adattamento alla realtà.


Che cosa significa trovare un "adattamento alla vita"?
Ogni adattamento esige un apprendimento. La psicoterapia è un apprendimento di nuovi modelli comportamentali.


Qual è la vera originalità di una psicoterapia breve?
- Una buona alleanza tra terapeuta e paziente
- Il fattore tempo. La terapia breve, limita l'azione terapeutica ad un aspetto della problematica del Pz. In un arco di tempo ristretto.
- Aiuta il Pz. In una crescita di autogestione. Vale a dire, fornisce al Pz. Gli strumenti terapeutici essenziali per proseguire da sé nella crescita interiore in modo che nei momenti di crisi, inevitabili nella vita, egli sia in grado di risolverli senza il costante ricorso all'aiuto esterno.


Quali sono i fattori costitutivi di una terapia breve e come individuarli tra tanti?
Il terapeuta è ben in grado di individuare di volta in volta quale strumento è necessario per il singolo Pz.
I metodi vanno usati, comunque, in maniera flessibile e vanno adattati al bisogno del Pz. E della situazione che di volta in volta viene affrontata. E' intuibile che per fare questo è necessario avvalersi di quante più tecniche psicoterapeutiche possibili, al fine di agire con incisività e tempestività. E' questa la vera abilità del terapeuta, quella di scegliere la tecnica più adatta in quella circostanza.
Questo terapeuta si caratterizza dalla sua "attività dinamica" rispetto alla passività propria del rapporto analitico tradizionale.

In sintesi, dunque, quali sono i fattori costitutivi di un processo terapeutico breve?

- Limitazione temporale
- Obiettivo circoscritto
- Selezione dei pazienti
- Ruolo attivo del terapeuta
- Finalità preventiva, mediante l'azione tempestiva sulle situazioni di crisi.


Dott.sa Francesca Ceccherini